cervello

Corsi di formazione formatori e memoria, per corsi in aula e in webinar

Quando un formatrice-tore  finisce il suo percorso di studi e si appresta a tenere le prime aule o i primi webinar, di solito vuole solo “sopravvivere”.

In seguito combatterà per un applausino, se dal vivo o buon giudizio nei questionari, per i webinar.

Prima o dopo succede che inizi a porti l’obiettivo di fare qualcosa che sia utile sul serio. Che qualcosa resti ai partecipanti e che migliori un po’ la loro vita.

Questo passaggio è critico. Non solo ti impegna a cercare metodi o schemi di comportamento validi per il tuo pubblico, ma anche ad esporli con chiarezza e con concretezza.

Non basta. Le informazioni devono essere memorizzate, ricordate e agite al momento buono. Se parliamo di formazione online le difficoltà raddoppiano, sia a causa dei tempi molto stretti sia perché le esercitazioni su alcuni comportamenti e alcune aree tematiche sono molto impegnative da organizzare online e magari richiedono una certa abilità informatica dei partecipanti.

Memoria a breve e memoria a lungo termine

Per agire sul ricordo e renderlo più stabile bisogna capire qualcosa della memoria.

Quasi tutti abbiamo sentito parlare di memoria a breve e memoria a lungo termine.

Della prima ne hai esperienza diretta ogni volta che cerchi di memorizzare un numero di telefono in attesa di poterlo digitare o scrivere. Lo ripeti mentalmente, lo componi e finalmente .. te lo dimentichi.

I colleghi formatori e gli insegnanti sanno, da molto prima che le neuroscienze chiarissero i perché e i per come ( Hermann Ebbinghaus 1850-1909), che se un argomento non  è ripetuto almeno tre volte è ben difficile che venga memorizzato a lungo termine.

Più recentemente si parla di Ripetizione dilazionata addirittura supportata da app (Spaced Repetition Software) che temporizzano la somministrazione di flash card o, più semplicemente, è buona prassi sintetizzare le informazioni importanti dopo un ora e l’indomani.

Conoscenze e abilità

Tutto vero, tutto utile e riferito alla conoscenza, definita da wikipedia come :

La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenuti attraverso l’esperienza o l’apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l’introspezione (a priori). La conoscenza è l’autocoscienza del possesso di informazioni connesse tra di loro, le quali, prese singolarmente, hanno un valore e un’utilità inferiori.

Come sa anche il meno attento dei partecipanti, sapere quello che dovresti fare non è sufficiente

Ad esempio, per erogare un corso in aula, in webinar, per parlare i pubblico o negoziare, il modo di muoversi, la qualità vocale e una buona gestione dell’ansia sono forse ancora più importanti.

In questo caso rientriamo nella definizione di abilità, sempre da wikipedia:

Per abilità si intende la capacità di portare a termine compiti e di risolvere problemi. Può riferirsi ad una capacità innata o acquisita nel tempo con l’esperienza o per mezzo di altre forme di apprendimento.

Dov’è la novità? La definizioni di conoscenza e abilità sono molto note. Quello che è meno noto è che in realtà ci stiamo riferendo a due meccanismi neurologici diversi, che apprendono in modo diverso e ricordano in modo diverso.  J. Medina, che tra le altre cose dirige il Brain Center for Applied Learning Reserch di Seattle, in “Cervello istruzioni per l’uso“, descrive la situazione in questo modo:

Memoria dichiarativa e procedurale

Le memorie dichiarative (o esplicite)  sono quelle  la cui esperienza avviene a livello cosciente, come ad esempio dire “Questa maglia è verde” … le memorie non dichiarative ( memorie implicite  o procedurali) sono quelle la cui esperienza non avviene a livello cosciente, come nel caso delle abilità motorie necessarie ad andare in bicicletta.

 

Per la formazione formatori, la memoria dichiarativa riguarda il COSA: come organizzare i contenuti, la loro scansione nel tempo, ecc. Nel caso della formazione su webinar ci sono: i settaggi delle diverse piattaforme, le possibilità operative di ognuna, sapere quali sono gli strumenti disponibili per progettare un corso che sfrutti tutte le risorse. Ci vuole molto tempo per consolidare questi ricordi, molte ripetizioni ed facile dimenticare. Pare che ci vogliano quindici anni perché il ricordo diventi più o meno indelebile! E sì, le neuroscienze confermano: i follow-up sono necessari 🙂

La memoria dichiarativa invece lavora quando gli argomenti sono legati all’abilità motoria, al COME.

Per  imparare a sciare, a cantare ad avere una corretta postura, l’unico modo di apprendere è quello di provare, sbagliare, ritentare, osservare chi lo sa fare, migliorare, ripetere, ripetere, ripetere … fino a quando la competenza diventa inconscia. E tale deve rimanere. Memoria esplicita (a breve o lungo termine) e quella implicita (non dichiarativa) sono molto diverse tra loro, tanto che le aree del cervello coinvolte sono completamente diverse.

La corteccia, coinvolta nei processi più astratti, per quella esplicita, l’ippocampo e le aree del cervello coinvolte nel movimento corporeo per quella implicita.

Ci sono parecchie implicazioni per la formazione dei formatori dove il COME pesa molto . Puoi avere scritto il miglior corso del mondo, con un testo sublime e poetico, ma ancora non sai come funzionerà in aula. Molto dipende da come ti muovi, usi la voce o sorridi. In webinar le cose si fanno ancora più complicate dovendosi aggiungere i problemi legati alla connessione, alle apparecchiature e al fatto che una grandissima percentuale della comunicazione non verbale passa dalla voce.

Nel bellissimo libro “Perchè alle zebre non viene l’ulcera” (2011, Lit edizioni) di R. Sapolsky, un neurobiologo della Stanford  University, si trova un bellissimo esempio:

“… come fare in modo che la neurobiologia agisca a vostro vantaggio negli sport competitivi. State giocando a tennis con qualcuno che vi sta massacrando … Aspettate che il vostro avversario sfoderi uno dei suoi strabilianti rovesci, poi porgetegli un radioso sorriso e dite: ” … Sei fantastico. … Come ci sei riuscito? Quando fai un rovescio come quello, tieni il pollice così o così? e le altre dita? E il sedere invece, contrai la chiappa sinistra e sposti il peso sul piede destro o il contrario? .

Fatelo come si deve e la prossima volta che vorrà fare un tiro così, l’avversario/vittima farà l’errore di pensarci esplicitamente e il colpo perderà tutta la sua efficacia. Come disse una volta Yogi Berra “Non si può pensare e colpire allo stesso tempo.”

Formazione formatori e memoria

La prima implicazione è che per l’apprendimento delle abilità motorie, è che meno se ne parla, meglio è.  Occorrono: esempio, allenamento e ripetizione.

Quando si tratta di  conoscenze occorre rendere la materia adatta alla parte più razionale e astratta del nostro cervello (la corteccia) e quindi: spiegazione comprensibili, nel giusto linguaggio,  evidenza delle  applicazioni che ne possono fare i partecipanti e “dimostrazioni” per far verificare che l’applicazione della teoria “funzioni”.

Quando invece si tratta di una abilità motoria come ,ad esempio, l’uso della voce, meglio delle spiegazioni funzioneranno: filmati, esempi, esercitazioni (anche da ripetere in autonomia), role play, prove con feedback, ecc.

Se rappresentiamo i cambi di tono o di volume con grafici e descrizioni precise ostacoliamo l’apprendimento. Specialmente quelli che posseggono una abilità innata verranno confusi su qualcosa che sanno già fare.

Per la formazione dei formatori online che si sperimentano nell’erogazione dei webinar, la vera difficoltà tipicamente è quella di convincere i partecipanti a fare molte prove in autonomia, nei tempi concessi di solito non si riescono a fare abbastanza esercizi.

Ci sono molti trucchi per provare a far eseguire i “compiti a casa” ma nessuno di questi nasce di efficacia garantita, la buona volontà e la motivazione diventano ancora più essenziali.

Resta in contatto con noi, inventare, applicare e scambiare questi “trucchi” è uno degli scopi di questo sito

Leggi il nuovo “ZOOM sul Webinar”

Iscriviti alla nostra newsletter 

Vuoi un corso o del coaching di formazione formatori? o di Public Speaking? Scrivici

Articolo originale pubblicato al prima volta su www.formatorionline.com

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento