Formazione nelle PMI: e-learning e facilitazione. post 2

Formazione nelle PMI: e-learning e facilitazione

Proseguo proponendovi altre idee interessanti tratti da “Formazione nelle PMI: principali sfide”  redatto dalla direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione europea. 

Troviamo una interessante riflessione sull’e-learning come strumento particolarmente adatto alle PMI. L’e-learning in effetti permette di affrontare e risolvere alcune tematiche tipiche delle PMI:

  1. La progettazione dei corsi, specie se sviluppate da Società internazionali sono poco adatte alle PMi, non perchè i contenuti non siano corretti, ma in quanto la loro messa in pratica richiede un lavoro di adattamento tanto complesso da rendere la formazione buona teoria di scarsa applicazione pratica.
  2. Molte PMI sono situate in zone remote ed i tempi di trasferimento rendono i percorsi formativi troppo impegnativi in termini di tempo. Nello studio non si fa riferimento ai costi economici e temporali che deve subire il formatore, ma esistono anche questi da considerare.
  3. per ragioni organizzative è difficile impegnare contemporaneamente più risorse  al di fuori dell’azienda.

E fin qui sono argomenti abbastanza noti, la riflessione interessante prende spunto dal caso di una segheria francese dove sono state allestite delle specifiche stanze all’interno dell’azienda nelle quali i lavoratori possono seguire delle sessioni di formazione  a fine giornata.

Per aver toccato il problema con mano, se l’azienda non mette a disposizione una buona connessione internet e PC adeguati a disposizione dei lavoratori che devono seguire il corso, i problemi tecnici in fase di erogazione rischiano di vanificare tutti gli sforzi fatti.

Per dirla con le parole del documento:

Questo dimostra che l’apprendimento a distanza non funziona da solo, come per magia: deve essere preparato, dal punto di vista materiale e organizzativo.
E’ interessante notare che accostato al tema dell’e-learning si trovi quello della facilitazione ovvero ” un professionista impegnato nel sostegno e nella valorizzazione di persone direttamente coinvolte in processi di aggregazione e cooperazione delle PMI, promuovendo e semplificando (ossia facilitando) le attività di apprendimento
non formale interorganizzativo, la creazione di reti e l’animazione delle comunità locali di esperti. Il suo ruolo si basa sull’abilità di gestire i processi di cooperazione … partendo dal presupposto che le persone apprendano più efficacemente quando lavorano su problemi … nel loro stesso ambiente”.

In effetti l’e-earning oggi presenta delle criticità non tanto legate allo strumento in sé, oggi un webinar permette un alto grado di interazione, quanto alla scarsa abitudine di molti lavoratori ad interagire in rete. Il risultato finale è che lo stesso webinar risulta interattivo con un gruppo di giovani dei settori tecnologici, mentre diventa di fatto direttivo se seguito da persone con scarse competenze informatiche.

 

La facilitazione si affianca all’e-learning

Quindi in questa visione di un futuro possibile della formazione  nelle PMI, si può ipotizzare che gli strumenti di formazione a distanza sostituiscano la parte più teorica di un corso mentre il facilitatore può utilizzare diversi strumenti per far interagire la teoria con la pratica aziendale.

Gli strumenti pratici del facilitatore sono quindi: brainstorming, elenchi di compiti, analisi degli stakeholder, analisi dei bisogni del cliente e dell’offerta, auto impegni formativi, analisi dei punti di forza, strumenti di pianificazione e risoluzione dei problemi, analisi SWOT e tecniche di visualizzazione ecc (nel documento si cita il fatto che sono stati individuati più di 40 metodi di facilitazioni).

In altre parole dalle PMI parte uno stimolo e recepire una serie di bisogni insoddisfatti e fare nella formazione un po’ di innovazione che vada al di là degli strumenti o della pura emozione.

Leggi un altro articolo tratto da:  “Formazione nelle PMI: principali sfide” della direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione europea. 

Scarica adesso l’eBook gratuito “Stare in aula”.

Per restare aggiornato sulle novità  e ricevere la nostra newsletter clicca qui

Vuoi un corso o del coaching di formazione formatori? Scrivici

Autore: 

Chi è Roberto Luperini ... in numeri:
13 anni dipendente o dirigente in aziende multinazionali
20 anni di attività come formatore, facilitatore e consulente.
90 aziende mi hanno scelto come formatore
18.000 partecipanti, ho avuto la fortuna di conoscere durante: corsi, classi, eventi.

    Trovami online:
  • googleplus
  • linkedin
  • twitter
  • youtube
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *