creativo-sistematici

Creatività e metodo (3/4). Metodi creativo-sistematici: Triz, Sit, …

I metodi creativo-sistematici

Oggi esistono molti metodi creativo-sistematici, ma quasi tutti devono la loro origine da un signore dalla storia bizarra: Genrich Altshuller. Se non l’hai già fatto ti consiglio di leggere il primo e il secondo post  relativi ai metodi creativi) La sua storia è abbastanza intrigante da consentire una digressione.

By Собственное фото. Скульптор: Сергей Ефимович Черепанов (Петрозаводск). Own photo. Sculptor Sergei Efimovich Cherepanov (Petrozavodsk). (Собственное фото. Own photo.) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

TRIZ

Nel 1946 Altshuller si occupava di brevetti per conto della marina russa. Osservando gli inventori e le loro idee si accorse che l’evoluzione di un prodotto o della soluzione di un problema tecnico non avviene in qualunque direzione possibile, ma segue alcuni “percorsi” ben definiti. Da qui dedusse una serie di principi e poi di strumenti di risoluzione fino a concepire il TRIZ , acronimo russo che tradotto alla lettera significa: ” “Teoria della risoluzione dei compiti correlati all’invenzione”, per gli amici 🙂 “Teoria del problem-solving inventivo”. E fin qui potrebbe essere la storia di qualunque buona idea, ma Altshuller nel 1950 scrisse, insieme al co-sviluppatore del TRIZ, a Stalin, spiegando al dittatore come questo metodo avrebbe dato lustro all’URSS e spinto l’innovazione ad un nuovo e migliore livello.

Stalin, tanto per andare sul sicuro, lo fece deportare in un gulag Siberiano con una condanna a 25 anni. Gli aneddoti sulla creatività messa in campo durante la prigionia si sprecano, per sua fortuna nel 1953 Krushov lo riabilita e Altshuller sviluppa ulteriormente il suo metodo, bellissimo e … complicatissimo. Il nucleo iniziale si occupa della risoluzione delle cosiddette “contraddizioni tecniche”. Senza entrare nel dettaglio si tratta di ricondurre un problema a due variabili, scelte tra una quarantina, tra loro in contraddizione. Questa prima operazione permette di individuare uno o più metodi di risoluzione (anche questi una quarantina). Nel tempo il metodo è diventato sempre più potente, ma non più semplice, L’ARIZ, il sistema di risoluzione che si usa quando non è sufficiente l’uso della contraddizione tecnica, si compone di 85 procedimenti step by step. In molti paesi e da non molto in alcune facoltà italiane ( ad esempio presso l’Università di Parma), è giustamente materia universitaria, Un’altra fondamentale caratteristica dei metodi creativo-sistematici, che ha avuto origine con il TRIZ, è un concetto rivoluzionario:

non è importante essere creativi, ma trovare soluzioni creative.

Per come la vedo è un po’ come per i calcoli matematici, se hai una buona capacità di calcolo puoi fare una divisione anche complessa a mente, ma se non ce l’hai puoi prendere carta e penna e fare la divisione come ti hanno insegnato a scuola. Meno divertente? forse, ma il risultato è lo stesso.

Metodi semplificati

Per il Triz ci sono offerte di corsi di 3, 4, 5 giorni di formazione intensiva, che spesso prevedono l’uso di software di supporto, personalmente preferisco dei metodi derivati e semplificati nati per essere appresi ed utilizzati molto rapidamente e senza supporto informatico.

Questi metodi sono nati in Israele, paese di destinazione di un folto gruppo di scienziati russi negli anni settanta. Israele a differenza dell’Unione Sovietica, ha un’economia fondata su aziende di media dimensione e su start-up, una forte spinta all’innovazione e una forte internazionalizzazione. Presto alcuni conoscitori del TRIZ di diverso orientamento (dall’ingegneria al marketing) si posero il problema di creare dei metodi creativo-sistematici, che non richiedessero lunghi studi per essere utilizzati e svilupparono quattro versioni semplificate e efficaci del TRIZ: SIT, ASIT, USIT e Creative Templates.

Sono versioni diverse nate per privilegiare un aspetto o l’altro, ma hanno molto in comune, in particolare:

Mondo chiuso

Il primo e più importante aspetto comune dei metodi creativo-sistematici semplificati, è che forzano a cercare la soluzione nel cosiddetto “mondo chiuso”. Ovvero si cercano soluzioni che utilizzino tipologie di “oggetti” facenti parte del problema o dell’ambiente del problema. In pratica questo significa che prima di tutto tenterò di risolvere un problema utilizzando le risorse disponibili o comunque risorse delle stesso tipo di quelle già utilizzate. In altre parole un gruppo di risoluzione non cercherà di risolvere un problema attualmente affrontato  utilizzando, ad esempio una biro, acquistando un laser (cosa che può succedere in un brain storming), ma potrebbe pensare di usare un pennarello. Per dirla con il motto di questi metodi, lo scopo è trovare soluzioni non “out of the box”, come per i metodi basati sull’uso prevalente della fantasia, ma “In the box”. Questa caratteristica rende questi metodi semplificati adatti anche alle imprese di piccole o medie dimensioni e che abbiano la necessità di fare innovazione senza stravolgere l’impresa ma sfruttando: attrezzature, know how e network commerciale già esistente.

La via della massima resistenza

Se c’è una cos che facciamo tutti istintivamente quando cerchiamo di risolvere un problem è cercare di rimoverne la causa. Con questi metodi cerchiamo invece di utilizzarla per risolverlo. Ad esempio se abbiamo un problema causato dal freddo cerchiamo di usare il freddo o le sue conseguenza per trovare una soluzione. L’igloo è un bell’esempio di soluzione brillante, così come il

controfuoco per limitare un incendio. Queste soluzioni sono di solito difficili da immaginare, senza la costrizione di un metodo e molto efficaci.

Le filosofie di base sono molte, ma già queste due penso che siano in grado di far apprezzare l’originalità di questi metodi.

Strumenti di risoluzione

Una volta definito il problema e il suo “Mondo chiuso” non ci resta che applicare uno dei cinque strumenti di risoluzione: modificare, moltiplicare, dividere, rendere asimmetrico e eliminare. A differenza della procedura prevista dal TRIZ non siamo spinti fino alla soluzione praticamente già definita ma pre così dire vicini alla soglia, ci servirà un pizzico di creatività finale, ma quest’ultimo sforzo è ban ripagato dalla rapidità con cui si arriva nei pressi della soluzione, dalla facilità di apprendimento e dall’assenza di necessità di software di supporto. Sviluppati vari “Concept” di soluzione, si tratterà di selezionare il migliore, raffinarlo e finalmente risolvere il problema o realizzare il nuovo prodotto concepito.

Per avere un’idea delle soluzioni a ci si può arrivare con questi metodi può essere di aiuto questo video (in inglese ) di una case history sviluppata in ambito sanitario.

Come apprendere

Che io sappia non c’è un’offerta pubblica di corsi per questi ultimi metodi in Italia. Quindi si possono seguire quelli internazionali o …. rivolgersi a me. Ho cercato di sviluppare una versione adatta al nostro mercato ispirandomi a questi metodi e aggiungendo qualche tool creativo di altra origine. Chi volesse perseguire il fai da te, può leggersi uno dei pochi libri scritti dagli inventori dei metodi sull’argomento. L’unico in italiano è Creatività e innovazione di prodotto di J. Goldenberg e D. Mazursky, Di cui si può leggere in inglese il più recente Inside the box di J. Goldenberg  e D. Boyd. Goldemberg che è il più prolifico degli autori sulla materia (anche se  mio parere un po’ troppo accademico) si è avventurato su un territorio inatteso per dei metodi creativo-sistematici: La pubblicità. A differenza d altri settori dove si può dimostrare che, la totalità delle soluzioni trovate in altro modo possono essere individuate attraverso questi metodi, in campo pubblicitario non si arriva al 70% (una buona notizia per i creativi delle agenzie pubblicitarie!). In ogni caso è un tentativo di sistematizzare la comunicazione veramente interessante. Per chi volesse approfondire consiglio la lettura di  Cracking the Ad Code di J. Goldenberg, A. Levav, D. Mazursky, S. Solomon

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