Giaccio

Networking per formatori introversi

Il networking per formatori introversi si apprende

Ebbene sì essere introversi oggi può rendere l’attività commerciale di un formatore difficile. Che uno sia freelance o lavori per una azienda di formazione fare networking è oggi più che mai la strada maestra per trovare clienti, contatti, colleghi. Quindi niente social network, non bastano? A mio parere sono utilissimi ma non sufficienti, alla fin fine il processo di acquisto della formazione è un processo di affidamento, raramente il cliente riesce a farsi un’idea di quello che andrai a fare in aula, la cosa su cui spesso si basa per dare un incarico è la fiducia personale che gli ispiri ed è difficile dare molta fiducia ad una persona che conosci solo attraverso i social media.

Da introverso, quale sono, il networking mi riesce difficile, ma non per questo meno necessario.

Ho cercato di sintetizzare alcuni consigli, nati da letture (sperimentate) ed esperienza, spero del tutto applicabili  e utili anche per te…. beh se non sei introverso ne puoi sempre farne oggetto di formazione  🙂

Un Introverso di successo: Clint Eastwood

Un Introverso di successo: Clint Eastwood

Le stanze piene di gente che chiacchiera, il margine dei congressi, i party… possono essere la cosa meno desiderata da uno come me. In aula mi trovo benissimo e non ho particolari fobie per la folla, so perchè sono lì, lo sanno anche i partecipanti e so di saperlo fare,  ma la folla disordinata di persone che non hanno molto in comune se non la necessità di fare networking, dove dovrei “darmi da fare”, essere brillante, togliere la parola a coloro che stanno parlando con il mio “target”, ficcare biglietti da

Un Introverso di successo: Clint Eastwood

visita in mano a sconosciuti che non sanno che farsene, francamente non mi sento a mio agio, mi irrito facilmente e mi annoio ancora di più.

Così sfruttando le conoscenze che ho maturato nell’attività da formatore con i partecipanti ho messo a punto questi suggerimenti per il formatore introverso:

1. Preparati

Ancora una volta applica quello che predichi in aula, se il compito è difficile, ti crea ansia e non puoi improvvisarlo: preparati!

Al solito le domande aperte sono la chiave, preparane qualcuna che faccia da apertura della conversazione va benissimo, ad esempio: “Cosa preferisci del tuo lavoro?”, “In che modo hai conosciuto questo (evento, meeting, organizzazione, ecc.)?, se poi voi aggiungere uan barzelletta sperimentata e che sai raccontare va benissimo, ma non è strettamente necessario.

2. Metti un limite al dolore ovvero pianifica

Controllo dello stress e pianificazione sono sinonimi, quindi pianifichiamo: quanto tempo resterò, diciamo mezz’ora, quanto tempo mi do per guardarmi intorno, dopo quanto farò il mio primo tentativo di rompere il ghiaccio. Sapere che il disagio avrà fine aiuta a rilassarsi … e di solito a rimanere più a lungo. Il punto più importante della pianificazine è fare in modo che l’obiettivo sia centrato, se vai ad un evento per conoscere una persona specifica prima dell’evento telefona a chi  potrebbe presentarti. Se non funziona o il conoscente ti ha bidonato (capita) prova a contattare la persona che ha organizzato l’evento. Di solito è per ruolo disponibile,  in fondo l’organizzatore e quelli del suo staff sono i più interessati a far andar bene le cose.

3. Poniti degli obiettivi realistici

Porsi come modello il collega simpaticone che gira da un capannello all’altro facendo scoppiare tutti a ridere ogni volta che arriva non funziona, come predichiamo nei corsi di management “Va bene alzare l’assicella ma se la alzi troppo il tuo collaboratore si deprime”   elo stesso vale per noi! E’ realistico parlare con una, due, tre persone? Ok fissiamoci questo come obiettivo, visto che come introversi probabilmente non possiamo seguire stratefgie quantitative seguiamola qualitativa, pochi cntatti con le giuste persone ed il giusto grado di approfondimento sono obiettivi adatti a  noi.

Ricorda di dire qualcosa di te

Senza essere troppo rigidi cerca di alternare ad una fase di ascolto una in cui parli di ciò che fai o che sei. Non sei in aula dove puoi chiedere senza dare il tuo parere!

4. Allenati

Se ti consiederi un caso grave puoi cominciare ad allenarti ed a provare le tue domande rompighiaccio ai coffee break dei corsi o al pasto, evita di andarti a mangiare un panino da solo. Lo so, può essere più riposante ma qui si tratta di allenarsi. Se poi ancora non ti senti pronto fai degli esperimenti a rischio zero. Partecipa ad un evento in un ambito lontano dalla professione, qualunque cosa e prova tutte le strategie che hai elaborato, cerca pure la figuraccia a rischio zero. Diminuirà e di molto l’ansia quando andrai in ambiti che per te contano.

Ascolto attivo

Se sei un vero introverso ascoltare è il tuo punto forte. valorizzalo dando qualche feedback che dimostri questa tua abilità. E’ un dote rara e preziosa.

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Autore: 

Chi è Roberto Luperini ... in numeri:
13 anni dipendente o dirigente in aziende multinazionali
20 anni di attività come formatore, facilitatore e consulente.
90 aziende mi hanno scelto come formatore
18.000 partecipanti, ho avuto la fortuna di conoscere durante: corsi, classi, eventi.

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